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Scritto da il 14 Ott, 2014 in Segretario | 0 commenti

Al lavoro, per i territori.

Al lavoro, per i territori.

di Maria Rosaria Vitiello

Segretario Landolfi, la Provincia di Salerno torna ad essere guidata da un uomo del Pd, con Giuseppe Canfora a Palazzo Sant’Agostino. Di quale significato si carica questa vittoria?
“La conquista della provincia ha un valore straordinario. Per chi dirige un partito provinciale, questo è l’appuntamento più importante, è come il termometro del lavoro svolto. Per noi è l’esito di un lavoro che viene da lontano, da quando non avevamo più niente, perché avevamo perso tutto. I comuni dell’agro, la Provincia e il sottogoverno. Tutto. Tornare a vincere, dopo cinque anni di una cupa gestione di centrodestra, chiude una fase e ne apre una nuova.Siamo il primo partito, con 7 consiglieri del Pd su 16, in una maggioranza di 9, con i 2 dell’Udc”.
 La scelta del candidato alla guida di Palazzo Sant’Agostino ha convinto e si è rivelata vincente, anche rispetto al territorio individuato per la proposta.
“Abbiamo indovinato il candidato, sindaco di Sarno, perché ha interpretato lo spirito e l’identità migliore di un territorio importante cui pure noi dovevamo qualcosa. Un candidato che, come avevamo intuito, per le sue caratteristiche poteva acuire le divisioni di una destra che in provincia di Salerno è, appunto, così: più debole di prima e più divisa di prima”.
Quali motivazioni attribuisce a questo successo?
“Abbiamo vinto perché abbiamo ricostruito un rapporto sano e unitario con il territorio. Perché nel nostro partito, all’opposizione, sono cresciuti gruppi dirigenti che si sono formati nella trincea del sacrificio e non nell’opportunismo della gestione”.
Quanto hanno inciso le alleanze con altri partiti per il raggiungimento del traguardo?
“Hanno avuto il loro peso. Siamo stati bravi a lavorare sul fronte delle alleanze, tema molto caro al sottoscritto. L’Udc qui sta con noi. Ci lavoriamo da quattro anni, perché senza l’area moderata non si vince. Sel é stata con noi con un valore che va ben oltre il peso pur consistente del loro consenso. Mi pare un tratto, questo, oggi, perfino bello. Che qui c’è un Pd che ha la maggioranza dei consiglieri provinciali, che è di gran lunga la prima forza e, nello stesso tempo, realizza un’alleanza che nel Paese ancora non c’è”.
Il Pd della provincia di Salerno ha dato prova, ancora una volta, della sua forza rispetto alle altre province campane.
“Il Presidente Canfora ha avuto 3000 voti in più delle liste, le cui percentuali si attestano sul 42% per il Pd, sull’11% per l’Udc e sul 3% per Sel. Nella stessa tornata, ad Avellino abbiamo perso. A Benevento abbiamo vinto, ma non con la percentuale salernitana. A Napoli, di poco, con 7 consiglieri del Pd eletti (!) quasi tutti con voti presi a Napoli città, segno della debolezza del Pd in provincia. 7 sono anche gli eletti di Forza Italia a Napoli. Dunque, parità. Questo lascia intendere quanto sia andata bene per noi a Salerno e provincia e quanto ci sia da recuperare”.
Dagli esiti del voto a Palazzo Sant’Agostino, pare emergere un solido equilibrio della rappresentanza.
“Questo dato per noi costituisce un motivo di grande soddisfazione. L’agro, con il Presidente Canfora. Salerno città, che conta ben due consiglieri. Il resto della provincia tutto rappresentato, con qualche piccola macchia che recupereremo valorizzando anche i candidati che non sono stati eletti, la loro rappresentatività. Penso ai Socialisti provinciali, in particolare, ma anche a tutti quanti gli altri. Il metodo di lavoro di queste settimane deve essere merito, sempre di più”.
Preso atto di un risultato memorabile, che vede la sonora sconfitta dell’amministrazione uscente di centrodestra, ora comincia il lavoro concreto…
“Certo, dobbiamo aprire una nuova stagione di governo, i cui prodromi già si erano visti alle amministrative della scorsa primavera, caso unico in Campania, con i successi in quasi tutti i comuni. Siamo pronti. Non dovremo disperdere energie in sterili polemiche del dopo, perché dobbiamo subito metterci all’opera. Ce lo chiede un territorio bistrattato in questi anni da una gestione torbida e buia”.
Quali sono gli oneri che il neo presidente della Provincia si avvia ad assumere per dare una sterzata decisiva al governo del territorio?
“Oltre al Consiglio, il presidente dovrà svolgere in modo coerente e conseguente quella funzione di coordinamento dei territori che fin qui è mancata, in particolare sul versante dell’urbanistica, della programmazione e delle attività produttive”.
Questa vittoria si rivela come la riconferma di una strategia vincente e della giusta squadra al comando del segretario Landolfi.
“Mi piace rimarcare il ruolo della segreteria, rappresentativa di un rinnovamento più generale del partito, negli organi provinciali e nei territori. Una segreteria che, anche concretamente, è stata preziosa e utile a seguire la linea, a lavorare sui territori, a istruire e organizzare il lavoro. Poi, un plauso va ai nostri amministratori e sindaci, che hanno tenuto il punto. In settimana, giovedì, riuniremo i nostri, eletti e non eletti”.
Per delineare quale percorso?
“Proveremo ad organizzare delle conferenze di zona che dovranno culminare in una conferenza finale, utile a definire gli obiettivi comuni, le modalità e le azioni attraverso i quali disegneremo la provincia, intesa come territorio, per i prossimi anni. Questa non può e non deve essere solo una vittoria elettorale, bensì un’idea condivisa di presente e di futuro”.    

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