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Scritto da il 27 Gen, 2013 in Partito, Politica, Provincia | 0 commenti

Amabile: “A proposito delle dimissioni del Presidente della Provincia”

Amabile: “A proposito delle dimissioni del Presidente della Provincia”

Le pagine dei giornali durante la parentesi estiva hanno a più riprese, affrontato la vicenda relativa alle dimissione del Presidente della Provincia di Salerno, on. Cirielli dal vertice gestionale di Palazzo Sant’Agostino da presentarsi almeno sei mesi prima del turno elettorale per consentirne la ricandidatura al Parlamento della Repubblica.

Tale circostanza impone una riflessione sostanziale sullo scenario che si andrebbe ad aprire in seguito al verificarsi di tale eventualità.

Appare chiaro -e non solo dalle pagine dei giornali- che il Presidente della Provincia intende candidarsi al Parlamento ma non intende lasciare la gestione dell’Ente sovracomunale.

Se la strada che si dovesse seguire -essendo sicuramente la più lineare e trasparente- fosse quelle delle dimissioni (a prescindere dalle motivazioni e considerazioni politiche di opportunità) il percorso giuridico conseguente sarebbe lineare, perché ciò comporterebbe lo scioglimento della Giunta e del Consiglio e col dissolvimento degli Organi di Governo la gestione passerebbe ad apposito Commissario in attesa della democratica elezione dei nuovi Organi. Viceversa, se si dovesse optare -invece- per come traspare dai comportamenti e dalle dichiarazioni giornalistiche per l’istituto della cosiddetta “sfiducia” o decadenza “pilotata” che consentirebbe al Presidente dimissionario “di fatto” di continuare attraverso il Vice Presidente e la Giunta da lui nominata a gestire il Governo dell’Ente Provincia, ci troveremmo in tal caso davanti ad un artifizio giuridico che andrebbe sanzionato non soltanto sotto il profilo politico, ma sopratutto tecnico giuridico.
In modo artificioso, alterando la realtà degli eventi, si sortirebbe un effetto devastante, mortificante per la democrazia.

Ogni atto amministrativo, infatti, non deve essere valutato solo per la sua adozione “o esistenza” ma deve rispondere a criteri di logicità e coerenza del suo contenuto e della sua motivazione.

I consiglieri provinciali hanno a disposizione uno strumento ulteriore per esprimere il loro disaccordo politico con la gestione dell’Ente, determinando la cessazione dalla carica dell’Amministrazione applicando l’istituto delle dimissioni ultra dimidium che producono l’effetto estintivo del mandato in maniera del tutto analoga alla mozione di sfiducia.

Si potrebbe obiettare che in Consiglio Provinciale c’è una maggioranza forte in numero consistente, ma la forza dei numeri (come in Parlamento ha brillantemente affermato l’on. Castagnetti) se non è accompagnata dalla forza della ragione, non crea il diritto ma lo offende.

L’augurio che ci facciamo tutti è che prevalga il diritto.

Tommaso Amabile
Consigliere provinciale

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