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Scritto da il 12 Giu, 2013 in News, Partito, Politica, Regione, Sanità | 0 commenti

Chiusura Ospedale di Agropoli, Pica: Duro colpo per il Cilento

Chiusura Ospedale di Agropoli, Pica: Duro colpo per il Cilento

Non si comprende il silenzio dei Consiglieri Regionali del Centro –Destra eletti in provincia di Salerno.

La Chiusura dell’Ospedale di Agropoli, da parte del Manager dell’Asl, rappresenta un duro colpo per la città di Agropoli e per l’intero territorio Cilentano.
“E’ davvero assurdo – afferma Donato Pica- che un provvedimento di una tale gravità venga assunto appena prima dell’avvio della stagione estiva quando la popolazione dell’intero comprensorio aumenterà sensibilmente sfiorando le 500 mila presenze.
La decisione di riconvertire il nosocomio agropolese in PSAUT rappresenta un atto contrario a tutta la programmazione regionale vigente e cioè al decreto 49/2010, che prevedeva la trasformazione dello stesso in un centro ambulatoriale ad indirizzo oncologico ed in una struttura residenziale per cure palliative (Hospice), e al decreto 73 /2011 che lo inglobava nell’istituendo Ospedale Unico della Piana del Sele.
La modalità del servizio reso dal Psaut sono in pratica equiparabili a quelle di una guardia medica allargata non essendo possibili né il ricovero e né l’effettuazione di indagini strumentali e spesso, nel mentre si verificano le condizioni del paziente, potrebbe perdersi del tempo prezioso ai fini del trasporto in ambulanza presso la struttura designata.
Occorre- continua Pica- tenere conto dei tempi di percorrenza verso gli altri presidi ospedalieri, atteso che la Strada Cilentana versa in pessime condizioni ed è continuamente interessata da fenomeni di dissesto idrogeologico.
Ancora una volta la Provincia di Salerno e il territorio Cilentano vengono danneggiati dalle scelte del governo regionale .
Non comprendo- conclude Donato Pica- il silenzio dei consiglieri regionali del centro-destra che dovrebbero schierarsi al fianco della città di Agropoli e invitare il proprio presidente e il manager a rivedere la chiusura del presidio di Agropoli “ .

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