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Scritto da il 23 Set, 2014 in Segretario | 0 commenti

Cosa troveremo alla Provincia?

Cosa troveremo alla Provincia?

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È stato emozionante tornare alla Provincia e, per la nostra segreteria, per delega al sottoscritto, presentare di nuovo la lista del Pd e il nostro candidato alla Presidenza, Peppe Canfora. Le sedie e i divani di un improbabile barocco retrò ci sono ancora, non se li sono portati via, i condomini attuali, e così lampadari che fanno luce in modo inversamente proporzionale alla luce che fanno. Si vede che é un palazzo che aspetta fatti nuovi. I peones che ci sono adesso, sperano in tanti, hanno le ore contate. Vedremo. Intanto faremo i conti con un sistema old style, il cosiddetto voto ponderato con metodo proporzionale che assegna a ogni consigliere e a ogni Sindaco della provincia un valore che é parte di quello che pesa il suo comune nell’intera provincia. Per trovare un precedente analogo bisogna risalire alla notte dei tempi. A quando si votava per le Usl, le vecchie asl, il “mercato politico” per antonomasia della Prima Repubblica. Domenica 12 ottobre transumeranno da Scafati a Sarno i nostri poveri amministratori che saranno vittime di un ennesimo papocchio all’italiana. Si dovevano abolire, le Province. E non le hanno abolite. Non le hanno abolite ma, pare, che entro il 2015 saranno sciolte. Restano le funzioni, ma non ci saranno più i finanziamenti. Resta il personale, ma bisognerà gestirne la mobilità verso altri enti dello Stato, a cominciare dai Comuni. Come? Con quali soldi? Vedremo. Intanto si voterà con il sistema più bizzarro e bizantino del mondo, senza nessun collegamento tra consigliere e Presidente: un mercato aperto, libero, generale. Nonostante annunci di tromba e bicchieri di vino, senza percuoco, in assolati pranzi di fine luglio, immortalati da agende “piccolo cnn”, non ci sono trasversalità e civismi organizzati. Con buona pace di qualche Cavour in miniatura e di qualche apprendista stregone, tornano i Partiti con i loro simboli, ma anche, alla fine, con l’unica forma organizzata seriamente, dal contratto sociale di Rousseau in poi. Il voto sarà un pò un sorteggio, aleatorio, come si dice nei contratti di diritto commerciale, ma alla fine, il risultato che ne scaturirà sarà un fatto politico.
Noi del Pd abbiamo la coscienza a posto, perche abbiamo fatto un lavoro efficace e d equilibrato, individuando e condividendo un metodo, determinando la gran parte delle scelte sui territori, come era naturale e giusto che fosse, ma come non sempre accade. Peppe Canfora é il Sindaco Pd del comune più grande, a guida Pd. La scelta, anche per qualche fuga in avanti e per una serie di veti contrapposti, é stata oggettiva. Ma anche politica, puntare sul territorio e non sul comune capoluogo, come accadrà nella stragrande maggioranza delle province e delle aree metropolitane al voto. Sarno, guidata da Canfora e dal Pd, é parte della zona più grande della provicia di Salerno, la più omogenea e coerente dal punto di vista urbanistico e orografico, quella nella quale bisogna recuperare di più. Un gesto di rispetto ma anche una valutazione obiettiva. Gli altri territori, comune capoluogo compreso, hanno trovato spazio in una lista che non é stata calata dall’alto, che é stata partecipata, discussa condivisa, nonostante le sole tre settimane di tempo dalle ultime circolari che ciarivano definitivamente le modalità del voto. C’é qualche strascico che verrà assorbito, perché ce ne sono sempre. C’é qualcuno che accentuerà i toni polemici, un pò per abitudine, un pò per legittime perplessità. Alla fine, come sempre, si troverà una misura e si lavorerà tutti uniti per il risultato. Cosa troveremo alla Provincia? Nulla di concreto in termini di risultati perché gli pseudo amministratori che ci sono ora non hanno fatto niente, se non clientele, consulenze e premiazioni a gente tipo Gasparri, quello con la zeppola in bocca. Troveremo strade, scuole e case cadute. Troveremo il collasso delle partecipate e i disastri di Enti e Consorzi. Il rischio é che, se fa presto il ghiaccio sulle strade e mancano i soldi per il sale, la gente se la prende subito con noi.
Il rischio c’é, ma non é un buon motivo per perdere. Dobbiamo vincere. La realtà si cambia da dentro le Istituzioni. Non possiamo consentire continuino questi signori cui, in alcuni casi, manca solo la coda. I nostri Sindaci, non solo gli eletti, soono la classe dirigente vera, il polmone che resta in questa nostra martoriata terra. Noi siamo contenti di aver fatto un buon lavoro nella situzione data. Oltre al Pd, potremo contare sugli amministratori di sinistra e sui moderati che l’altra volta hanno votato per loro e, stavolta, per gran parte, si spera, voeranno per noi. Ora tocca agli amministratori. Noi accompagneremo Canfora in quseto viaggio per la Provincia, come lui sa, perché alla Provincia torni il Parito, non un uomo o pochi uomini soli al comando. Con il suffragio universale non ci sarebbe stata trippa per gatti, avremmo absncato. Così è più in salita, ma non di meno, alla nostra portata. La vittoria é nelle nostre mani e anche quel senso della misura che ci deve accompagnare per afrci vivere questo passaggio come un passaggio di fase che ci chiede anche di essere sobri e di avere un profilo al passo con i tempi e con la crisi che morde le caviglie di tutti. Abbiamo combattuto per 4 anni all’opposizione, ci siamo anche divertiti, ma non è quello il posto nostro. Se non governiamo noi, c’é il folklore, ci sono camice bianche con maccie di sugo, vestiti gessati larghi e il disprezzo per il 25 aprile. Questi anni ci hanno ricordato che al peggio non c’é mai fine e i nostri amministratori dovranno votare bene e in tanti anche per quelli di noi che si sono spesi oltre la loro fatica e le loro forze per opporsi all’indecenza. Il programma é vincere. Per unire. Per cambiare la realtà in meglio. Per preparare i prossimi traguardi.

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