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Scritto da il 4 Ago, 2014 in Sanità | 0 commenti

Coscioni: l’atto aziendale mortifica le professionalità del Ruggi

Coscioni: l’atto aziendale mortifica le professionalità del Ruggi

Il cardiochirurgo Enrico Coscioni, consigliere regionale Pd, componente della commissione Sanità ha partecipato alla presentazione ai Sindacati della bozza del nuovo Atto Programmatico dell’Azienda Ospedaliera Universitaria ” San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona”, elaborata dal Management dell’ AOU.

Coscioni esprime soddisfazione per lo sforzo teso a mantenere attivi i 4 Plessi Ospedalieri aggregati al Ruggi. “Non mancano però – dichiara – potenziali criticità: Pur nella consapevolezza dei limiti imposti dalla spending review, le professionalità presenti in Ospedale sembrerebbero le uniche ad essere mortificate con la soppressione di oltre 300 Strutture (69 UOC e 242 tra UOSD e UOS)”.

“Il rapporto di partenza – spiega Coscioni – è di 650 Medici Ospedalieri e 70 Medici Universitari e, ad oggi, la stragrande maggioranza dell’attività rimane in testa all’Ospedale. Inoltre è scaturita una controversia sul fatto che il programma assistenziale fornito dagli Universitari debba essere prespecificato, e dunque inserito nei normali percorsi assistenziali, ovvero, come parrebbe di capire, possa anche essere approvato a posteriori”.

“Riguardo poi le potenziali criticità nei percorsi – continua Coscioni – così come disegnati, bisognerà verificare se i Plessi sono realmente e direttamente collegati al “Ruggi” e quali siano i collegamenti già effettivamente strutturati (pochi, in realtà, ad oggi). Lo stesso rappresentante sindacale dell’Università, alla presenza del Pro-Rettore Prof. Piccolo, si è pubblicamente interrogato sull’opportunità di presentare alla Regione Campania un Atto per la sua approvazione, quando allo stato numerose sono le richieste di un suo approfondimento. In effetti – conclude Coscioni – nel mentre vi erano state riunioni preliminari sugli assetti e le criticità preesistenti al nuovo Atto Aziendale, l’incontro odierno non è stato preceduto da alcun confronto di analisi e commento sulla nuova proposta organizzativa della Direzione dell’ AOU. E a questo occorrerà porre inevitabilmente rimedio.

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