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Scritto da il 19 Giu, 2014 in Economia | 0 commenti

È legge la delega fiscale

È legge la delega fiscale

Con l’approvazione del D.L. 66/2014 (“Decreto Irpef”), il Governo mette a segno un risultato importante, sia dal punto di vista economico che simbolico.

Si assiste, infatti, ad un’inversione di tendenza rispetto alle politiche degli anni scorsi, con un alleggerimento dell’IRPEF e un taglio dell’IRAP che, si spera, potranno essere in futuro ancora più consistenti.

Ora la sfida è nell’attuazione della delega fiscale, rispetto alla quale il PD di Salerno individua alcune problematiche da affrontare con decisione, attuando misure che si ritengono prioritarie per modificare il rapporto tra fisco e contribuente (sia esso persona fisica che impresa), che da troppi anni si estrinseca ormai in uno scontro quasi permanente:

1)      radicale riforma dei meccanismi di accertamento e riscossione, per un fisco più equo che si basi maggiormente su principi di premialità e non solo di penalità. I primi passi in tal senso sono rappresentati dal ripensamento degli studi di settore (che troppo spesso penalizzano i contribuenti onesti) e dalla rimodulazione (se non completa abolizione) dello strumento dell’accertamento esecutivo.

2)      Lotta all’evasione fiscale attraverso un migliore incrocio dei dati già in possesso dell’Amministrazione e una maggiore leva sul contrasto di interessi, con meno blitz da commando armato e più azioni mirate.

3)      Introduzione di profili di progressività anche per l’IRES, come stabilito dall’art. 53 della Costituzione, per alleggerire il carico fiscale sui contribuenti di minori dimensioni.

4)      Rimodulazione del regime dei contribuenti minimi, elevando la soglia di fatturato massima (attualmente pari a 30.000 euro), per sostenere le giovani partite iva.

5)      Previsione di ulteriori forme di agevolazione per nuove imprese (ad esempio esenzione totale da alcune imposte per i primi tre anni di vita). Trattandosi di nuovi contribuenti, non ci sarebbe danno per l’Erario. Sulla stessa lunghezza d’onda, sarebbe opportuno altresì offrire benefici maggiori a chi investe in start up innovative e ricerca e sviluppo, emanando, ad esempio, i decreti attuativi per sbloccare alcune misure agevolative (ad esempio, gli incentivi per investimenti in R&S previsti dal Decreto “Destinazione Italia”).

6)      Possibilità di piena e completa compensazione dei crediti vantati verso la Pubblica Amministrazione con ogni debito tributario e previdenziale. Si eviterebbero, probabilmente, sia procedure di infrazione, sia inutili stangate per i nostri imprenditori, costretti il 16 di ogni mese a lottare con i pagamenti di IVA e contributi, pur trovandosi in credito nei confronti degli enti pubblici.

7)      Premessa la necessità di giungere ad una completa eliminazione dell’IRAP, istituzione di un fondo perequativo destinato a livellare l’onere delle addizionali sul territorio nazionale. Le imprese ubicate in regioni come la Campania, infatti, a causa dei piani di rientro causati dai debiti della sanità, scontano rispetto ai concorrenti di altre zone un ulteriore aggravio del carico fiscale, relativo soprattutto al costo del lavoro.

8)      Nell’ambito della razionalizzazione della determinazione del reddito di impresa, rivisitazione di meccanismi tributari che in alcuni casi hanno aggravato le situazioni di crisi, quali quelli relativi alla deducibilità degli interessi passivi e la impossibilità di effettuare ammortamenti anticipati, che penalizza le aziende più innovative.

9)      Seguendo la stessa ratio, appare necessario rivedere la tassazione connessa alla tassazione dei dividendi di società di capitali, su cui grava praticamente un vero e proprio regime di doppia imposizione.

10)   Semplificazione e soppressione di adempimenti inutili e troppo spesso pleonastici, che si risolvono quasi sempre in un aggravio di costi e spese per i contribuenti, senza un reale riscontro in termini di recupero di evasione fiscale.

Si tratta di spunti da poter seguire per far sì che la leva fiscale torni ad essere un meccanismo di equità e, al tempo stesso, di stimolo per l’economia, per gli imprenditori che vogliono investire e assumere.

L’Amministrazione Finanziaria e i suoi organismi non possono essere considerati solo come degli esattori e dei nemici del contribuente. E’ necessario ristabilire un rapporto di cooperazione e collaborazione, ripristinando il patto sociale tra cittadino e istituzioni che ultimamente sembra un po’ incrinato.

In definitiva, si tratta solo di alcune delle misure che potrebbero rendere più equo ed efficiente un sistema tributario il cui impianto normativo di base, risale ormai a più di 40 anni fa…

Roberto De Luca
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