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Scritto da il 24 Apr, 2014 in News, Partito | 0 commenti

Elezioni amministrative: la sfida del cambiamento

Elezioni amministrative: la sfida del cambiamento

In vista delle elezioni amministrative è opportuno e necessario che il PD si apra al cambiamento, senza timori e con l’ambizione di essere protagonista di una fase storica cruciale per la nostra Provincia.

Abbiamo la necessità di dare un profilo politico chiaro al nostro PD, che sia riconoscibile maggiormente nell’azione piuttosto che nella rivendicazione di posizioni. Un PD ambizioso, ma, al tempo stesso, capace di attuare quella gradualità necessaria ad ogni percorso politico di ampio respiro. E’ indispensabile, a tal proposito, confrontarci in modo laico con chi non è del nostro partito, cogliendo la sfida di saper essere inclusivi attraverso la capacità di produrre una linea politica. Ogni azione, ogni proponimento, pur giusto, non potrà mai essere efficace se ad essi viene anteposto come condicio sine qua non l’appartenenza al PD. Anche da qui passa un disegno politico realmente inclusivo. Rinchiudersi nei confini del nostro partito è sinonimo di estrema debolezza, anche quando riteniamo di essere autosufficienti, anche perché talvolta questi “confini” non coincidono con il nostro reale potenziale o sono frutto di chiusure figlie di sconfitte politiche pregresse o, infine, derivano da lacerazioni non ancora sanate.

La forza politica, la nostra forza, si dimostra attraverso la capacità di visione politica che saremo in grado di esprimere, poiché minore sarà la nostra capacità di visione, maggiori saranno le difficoltà di condurre gli altri verso il cambiamento che ci candidiamo a governare.

Guidare i processi politici non vuol dire necessariamente esprimere la leadership, non almeno nel senso comunemente attribuito. Se il nostro obiettivo è soltanto quello di guidare le liste che presenteremo, la sfida è persa in partenza. La leadership, per come la intendiamo, non si riduce all’individuo, ma nella capacità di interpretare le esigenze e le ambizioni delle nostre comunità.  La maturità politica che ci contraddistingue deve portarci ad accettare il compromesso sugli uomini, ferma restando la nostra indisponibilità ad abdicare alla definizione della linea politica, perché non si diventa marginali quando responsabilmente cediamo la guida o allarghiamo le nostre liste anche a chi non è del PD.

La marginalità politica si manifesta in tutta la sua dirompente impotenza quando,  sia in fase preparatoria delle liste che a percorso già definito, non riusciamo più a governare la linea politica ma subiamo iniziative che nascono al di fuori del PD.

Sulla gestione del ciclo integrato dei rifiuti improntata all’efficienza e alla sostenibilità ambientale, sulle politiche sociali orientate all’emancipazione dei cittadini che vivono una condizione di bisogno, sulla pianificazione territoriale intercomunale a medio-lungo termine e non dettata da interessi contingenti, dobbiamo essere guida all’interno delle nostre comunità.  Sull’emarginazione sociale, sulla valorizzazione di tutto ciò che appartiene all’immaterialità e che inevitabilmente si lega a concetti come dolore e felicità – categorie spesso trascurate dalla politica – non possiamo rinunciare alla sensibilità che ci accomuna e ci rende orgogliosi di far parte di una grande comunità politica. Ecco, questa è la nostra idea di leadership.

In questa prospettiva, dobbiamo obliterare i professionisti della critica presenti nei nostri circoli e nei nostri comuni che, scimmiottando goffamente quelli che Roderick Kramer definisce i “grandi intimidatori”, minacciano e frenano la nostra azione politica rivendicando consensi ed eredità politiche di un mondo che non c’è più.  Non siamo il Partito dello splendido isolamento.

E’ il momento di aprirsi alle differenze, non rinunciando alla nostra specificità, dando vita a quella contaminazione politica che soltanto un partito come il PD, che ha nella giustizia sociale e nella libertà i capisaldi della sua azione politica, può governare nel rispetto del pluralismo e senza scadere nel trasversalismo della ricerca del potere per il potere.

Quando la linea politica è chiara sia a livello locale che nelle scelte che si compiranno a livello sovra locale, il civismo non corre alcun rischio di diventare la maschera pulita dietro la quale si celano il trasformismo e il consociativismo politico.

Antonio Bruno

Resp. Programma – Segreteria Provinciale

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