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Scritto da il 14 Set, 2013 in Ambiente, News, Partito, Politica, Regione | 0 commenti

Grande progetto fiume Sarno

Grande progetto fiume Sarno

Un occasione persa per il fiume Sarno – la Regione Campania e l’ass. Cosenza riducono la riqualificazione del fiume Sarno ad una fredda operazione d’Ingegneria idraulica.

Nella giornata di giovedì si è tenuta presso il circolo PD di Nocera Inferiore, una riunione promossa dalla Segreteria Provinciale PD che ha visto la partecipazione dei segretari e di numerosi consiglieri comunali delle città dell’Agro e dell’alta Valle del Sarno.
Oggetto della riunione è stata l’analisi del “GRANDE PROGETTO -COMPLETAMENTO DELLA RIQUALIFICAZIONE E RECUPERO DEL FIUME SARNO” promosso dalla Regione Campania, l’ARCADIS e l’Autorità di Bacino, verso il quale urge a nostro avviso, come ha già fatto dal circolo di Nocera Inferiore, fare un po’ di chiarezza.

Occorre fare una premessa: non siamo contrari per principio all’idea di un Grande Progetto per il fiume Sarno, ma alle modalità con cui la Regione Campania e l’ARCADIS si è rapportata al territorio, in maniera invasiva e senza momenti di confronti costruttivi con molte amministrazioni ed i portatori di interessi locali.

Tutto ciò ha prodotto un progetto che non ha nulla a che vedere con la riqualificazione ed il recupero del fiume Sarno e del suo bacino, visto che trattasi esclusivamente di interventi d’ingegneria idraulica volti a MITIGARE gli effetti del rischio idraulico, prodotti dalle esondazioni attraverso vasche di laminazione, vasche d’esondazione e sistemazione di alcuni tratti arginali.

Nel GPS non è previsto, infatti, alcun intervento volto alla riqualificazione e alla bonifica dei terreni, nonché del fiume, prevedendo alcuni interventi solo nello stretto ambito dell’alveo del fiume Sarno e del torrente Solofrana, che appaiono anche di dubbia efficacia.

In questi mesi tutta la discussione intorno al progetto e alle sue conseguenze è restato un dibattito per pochi, per quei pochi interessati maggiormente ai 217 milioni di euro da spendere, che ai 60 ettari di suolo agricolo, pari a circa 98 campi da calcio, che sorgeranno lungo il fiume e che prendono il nome di vasche di laminazione (o esondazione).

Tale atteggiamento rende tutto l’iter al quanto bizzarro e a dir poco opaco, basti pensare che ad oggi centinaia di famiglie non hanno ancora la consapevolezza degli espropri che subiranno (a soli 4€ A MQ, un vero e proprio FURTO), di cui però è già stata avviata la procedura.

Con questo non intendiamo minimamente demonizzare il tema delle esondazioni a 20 o 100 anni, ma riteniamo insufficiente e pericolosa la filosofia che sottende al progetto presentato, che difficilmente in una regione civile ed europea potrebbe definirsi definitivo, vista la mancanza addirittura della “CARTA DI RISCHIO RESIDUO” che è stata disciplinata dalla stessa Regione nel 2010.
La redazione della Carta del Rischio Residuo consente, infatti, di capire materialmente la finalità del progetto di mitigazione del rischio nelle aree a valle degli interventi.

Un altro elemento che salta immediatamente all’occhio è la sproporzionata ed iniqua distribuzione delle vasche solo su pochi comuni, sopratutto lungo la Solofrana e nel comune di San Valentino Torio, il che non vuole essere un approccio campanilistico al problema, ma serve a sottolineare il paradosso che l’estremo sacrificio di alcune comunità e dei suoi cittadini produrrà non la soluzione, ma solo una limitata riduzione del rischio di esondazione nei comuni che oggi maggiormente sono soggetti ad allagamenti.

Il PD della Provincia di Salerno insieme al gruppo in Consiglio Regionale ed i Circoli territoriali dell’Agro-Nocerino e alta valle del Sarno, avrà nelle prossime settimane una lente d’ingrandimento puntata su questo progetto e sulla Commissione VIA (paradosso dei paradossi composta dagli stessi soggetti proponenti il Progetto) che da qui a qualche settimana dovrà esprimere un parere rispondendo alle numerose eccezioni promosse dai Comuni, dalle associazioni e dai privati cittadini.

Riteniamo per tanto saggio, interrompere questa corsa contro il tempo per la realizzazione di un’opera, che dovrebbe, stando alle carte, essere COMPLETATA, COLLAUDATA E RENDICONTATA entro DICEMBRE 2015, immaginando più utile chiedere all’UE una proroga per il finanziamento o lo spostamento alla annualità 2014-2020, per dare il giusto tempo per la verifica e la sacrosanta rimodulazione e modifica dello stesso progetto, tenendo conto questa volta sì della RIQUALIFICAZIONE E DEL RECUPERO del fiume Sarno e del suo intero bacino, rendendo protagonisti, questa volta, si spera, gli enti e le comunità locali.

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