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Scritto da il 18 Mag, 2014 in Economia | 0 commenti

Il PD in Europa per il rilancio dell’economia: proposte concrete per la crescita

Il PD in Europa per il rilancio dell’economia: proposte concrete per la crescita

L’esito delle ormai prossime elezioni europee costituirà senza dubbio un importante momento di svolta e sarà decisivo per il nostro futuro.

Oltre a tecnocrati e fautori del rigore a tutti i costi, oggi il vero pericolo è rappresentato dall’ondata di antieuropeismo e populismo che qualcuno strumentalmente cavalca. Questi sentimenti trovano purtroppo terreno fertile in una situazione socio-economica critica e nella percezione di un’Europa che ha urlato a gran voce la necessità di austerità e controllo dei conti, ma ha troppo spesso bisbigliato e balbettato quando c’era da richiamare tutti gli Stati ai propri doveri di solidarietà e cooperazione.

Il PD di Salerno vuole farsi fautore di un deciso cambiamento rispetto a questa prospettiva nichilista e (auto)distruttiva, partendo dal presupposto che un’uscita dalla moneta unica quasi certamente porterebbe con sé più effetti negativi (il pagamento di miliardi di debito denominato in euro, inflazione a due cifre, ecc.) che positivi (possibilità di nuove, quanto anacronistiche, svalutazioni competitive). Dal nostro Sud faremo partire un messaggio diverso, costruttivo, che consenta di modificare le regole della politica e dell’economia finora seguite a Francoforte e Strasburgo, per cogliere le opportunità che pure la partecipazione all’UE potrebbe offrire.

Ci riferiamo soprattutto alla richiesta di maggiore flessibilità sui conti pubblici (concessa peraltro sia alla Francia che alla Germania) e alla ormai annosa questione degli eurobond, la cui creazione è quanto mai necessaria, anche se da sottoporre a limiti ben precisi (stabilendo, ad esempio, una quota massima di incidenza rispetto al debito complessivo) e da vincolare a politiche che portino crescita e sviluppo nel lungo periodo.

Il PD in Europa chiederà la possibilità non di spendere, bensì di investire, cercando di eliminare alcuni dei fattori che continuano a frenare la nostra economia, che necessita di un forte shock per ripartire. Attraverso le due misure sopra citate, sarebbe possibile usufruire di una dotazione vicina (se non superiore) ai cento miliardi, da destinare almeno a pochi interventi da considerare assolutamente prioritari:

(1)  ulteriore riduzione (pari almeno al 30%) dell’IRAP, che continua a creare squilibri non solo rispetto ai competitor esteri, ma anche tra le diverse regioni (la Campania, ad esempio, ha un’aliquota superiore di circa il 25% rispetto a regioni più virtuose);

(2)  implementazione di un ampio programma di ricerca e sviluppo, per incrementare la produttività delle nostre imprese;

(3)  creazione di azioni di sistema organiche ed integrate per favorire l’internazionalizzazione delle nostre PMI;

(4)  realizzazione di un vasto piano di messa in sicurezza del territorio, che, oltre a evitare i costi sociali connessi alle sempre più frequenti tragedie, consentirebbe di dare respiro all’edilizia senza consumare ulteriormente territorio;

(5)  azione forte e decisa volta a colmare il gap infrastrutturale che ci separa dei nostri concorrenti, ad esempio per ciò che concerne logistica, costi dell’energia e banda larga;

(6)  rapido sblocco di un’ulteriore tranche dei debiti della Pubblica Amministrazione.

Nessuno, in Europa, potrà rifiutare di liberare risorse da destinare a un simile programma di crescita e sviluppo. Neanche i fautori del rigore a tutti i costi potranno accusarci di volere maggiori margini di spesa per mera ricerca del consenso o per azioni di breve periodo.

In definitiva, la protesta cieca e fine a se stessa non risolverà nulla. Il Sud e l’Italia potranno rialzarsi solo con la forza delle idee e delle proposte.

Roberto De Luca

Resp. Economia – PD Provincia di Salerno

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