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Scritto da il 9 Ott, 2014 in Segretario | 0 commenti

La Sanità pubblica in provincia di Salerno

La Sanità pubblica in provincia di Salerno

 

Denunciammo Bortoletti, perché la Caropreso non aveva i titoli. Non abbiamo avuto mai risposte.
Nominarono Squillante, consigliere di minoranza ad Angri, uscito sconfitto alle elezioni della sua città, nonostante fosse Assessore provinciale non eletto. Un “esperto” di sanità pubblica, un noto manager.Abbiamo assistito alla chiusura degli Ospedali di Scafati e Agropoli, in coerenza con il decreto 49, che di coerente mantiene solo queste scelte “a capocchia”.
A Scafati non ci si salva più. Se a uno gli viene un infarto, crepa, perché fare”testa o croce” per decidere fra il pronto soccorso di Castellamare e quello di Nocera, vuole dire arrivare tardi.La sanità pubblica E’ l’emergenza-urgenza. La sanità pubblica serve a salvarsi. Se ti salvi, poi, puoi curarti.Se non ti salvi, no.
Questi gestiscono la sanità pubblica, e si atteggiano a ragionieri, ma sono solo una sezione distaccata di partito presso l’ASL. Vincere alla Provincia servirà anche a questo. Vincere alla Regione servirà anche a questo. A ripartire dal territorio, anche nella medicina, nella salute.
Hanno chiuso ostetricia e pediatria a Eboli per mano di Caldoro, a dispetto di qualcuno dei nostri che aveva confuso  il campanile del Carmine per un “cuoppo”, pensando che Caldoro e Squillante siano “diversi”. Forse lo saranno anche, nel senso che uno ha occupato l’Azienda e l’altro l’ASL. Si sono divisi il lavoro. Uno affossa l’una e l’altro affonda l’altraQuelli che erano ospedali, sono diventati studi privati. La specialistica è diventata lo studio per singoli professionisti. Poli oncologici, pneumologici, in zone dove un povero cristo non fa in tempo a salvarsi la pelle! Vergogna! Trastole, si chiamano, trastole. Tecnicamente. Tutto questo, mentre sono negati completamente i livelli essenziali di assistenza socio sanitaria (liveas).
Al personale vengono imposti orari massacranti con turni di 2/3 giorni consecutivi, anche in più ospedali, per colmare i vari vuoti di organico. Così facendo, sempre a proposito di “risparmi”, alcuni professionisti arrivano a guadagnare fino a 200 mila euro e oltre all’anno.Si risparmia a parole, negando ai cittadini le cure!
L’Agenzia Nazionale dei Servizi Sanitari ha bocciato la Campania, attribuendo la maglia nera agli ospedali della nostra Regione.
In provincia di Salerno, dopo aver accorpato e soppresso strutture necessarie, non si procede, all’accorpamento della prevenzione e di psichiatria, nonostante sia stato imposto da un decreto regionale. In tempi di spending review e di autoproclamati tagli alla spesa, l’ASL mantiene dirigenti su incarichi di strutture complesse, senza giustificate motivazioni, anche con contratti da tempo scaduti, su strutture di diverso peso economico. Nel 2012 il Direttore Generale avviò una procedura per la soppressione di 40 strutture, da lui medesimo ritenute “inutili”. Scripta volant. Ne sono rimaste in piedi ancora 30. Solo per 9, però, dirigenti il “fascio di combattimento” di Squillante è stato implacabile: decurtazione allo stipendio e incarico di tre livelli inferiori! Praticamente, una specie di purga, sotto forma di blocco della carriera. Per il resto, solo arbitrarietà e tante mortificazioni. Dirigenti di strutture complesse, con contratti scaduti da tempo. Livelli mantenuti e stipendi abbassati. Dove si vede e dove si “ceca”. I Direttori di due presidi Ospedalieri, sono “tali” senza l’applicazione di alcuna normativa concorsuale. C’è un direttore,  indisturbato, che esercita  una U.O. complessa e ha lo stesso incarico ad interim a Salerno. All’Asl lo pagano due volte. Il Direttore di Polla è direttore col fischio, come dice mia madre; cioè, senza procedura concorsuale alcuna, dopo un’esperienza politica di candidato con i Fratelli d’Italia e i Cugini di Campagna alle elezioni.
Un sistema di illegittimità, per mantenerci larghi, mentre di sanità si muore!Un ASL piegata a sezione di partito, una sanità pubblica gestita come peggio non abbiamo mai conosciuto. E’ ora di dire basta.Si sentono impuniti. Ma scade il tempo, per tutti, perché, purtroppo per loro, in democrazia funziona così.


Nicola  Landolfi

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