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Scritto da il 22 Mar, 2014 in News, Partito, Regione | 0 commenti

Legge regionale sui rifiuti. Il commento dell’on.Fulvio Bonavitacola

Legge regionale sui rifiuti. Il commento dell’on.Fulvio Bonavitacola

PRINCIPI GENERALI

La Regione è stata suddivisa in 7 ambiti territoriali ottimali. 4 ambiti sono provinciali e coincidono con le province di Salerno, Caserta, Avellino, Benevento. Tre ambiti sono ricavati nella provincia di Napoli: area a nord di Napoli; Napoli City e comuni limitrofi; area nolana/vesuviana/costiera a sud di Napoli.

Per ogni ambito è prevista una Conferenza d’Ambito con la partecipazione dei Sindaci dei Comuni ricadenti nell’Ambito.

La Conferenza può suddividere l’Ato in zone omogenee più piccole denominate STO (Sistemi territoriali ottimali). Ad esempio, l’Ato della provincia di Salerno potrebbe individuare il STO dell’agro nocerino, il STO Salerno/Cava/Costiera/Irno/Picentini, il STO Sele/Alburni/Diano/Cilento. Nulla vieta che il Comune capoluogo possa chiedere di costituire un STO autonomo. Ma la decisione spetta alla Conferenza d’Ambito.

 La Conferenza d’Ambito deve redigere il programma di gestione del ciclo dei rifiuti a livello d’Ambito, individuare le dotazioni impiantistiche necessarie per l’autosufficiente gestione del ciclo nel territorio dell’ambito, approvare la suddivisione del territorio dell’Ato nei Sistemi territoriali ottimali (STO), approvare le tariffe che si dovranno applicare nei singoli comuni. Le deliberazioni sono assunte a maggioranza di voti, che pesano in ragione della popolazione del Comune rappresentato.

I rapporti fra i Comuni partecipanti all’Ato sono regolati da una Convenzione che viene stipulata in conformità ad uno schema che deve essere emanato ancora dalla Regione.

La Conferenza d’ambito è convocata per il suo primo insediamento dal Sindaco del Comune con più abitanti fra quelli ricompresi nel territorio dell’ATO. Poi elegge al suo interno (cioè tra i Sindaci o loro delegati) un Presidente e due Vicepresidenti ed ha sede presso il Comune che conta maggior numero di abitanti.

Presso ogni Conferenza è istituito un Comitato Direttivo composto dal Presidente della Conferenza e da 1 rappresentante per ogni STO (sottoambiti omogenei).

Presso il Comune sede della Conferenza d’Ambito è istituito un ufficio comune che dovrà fornire il supporto tecnico ed amministrativo alla Conferenza d’Ambito, ivi comprese le procedure di affidamento dei servizi riguardanti la gestione del ciclo.

 SCADENZE

1)   La giunta regionale:

a)    Entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge, approva lo schema di Convenzione/tipo cui dovranno uniformarsi le Convenzioni che regoleranno i rapporti fra i Comuni dell’ATO;

b)   Approva il Regolamento/tipo di funzionamento delle Conferenze d’Ambito nei successivi trenta giorni;

c)   Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge approva le linee guida per la redazione dei piani d’Ambito;

2)   Entro trenta giorni dalla pubblicazione dello schema tipo regionale viene sottoscritta la Convenzione fra i Comuni dell’ATO ( in caso d’inerzia dei Comuni la Regione esercita il potere sostitutivo);

3)   Entro i quindici giorni successivi alla stipula della Convenzione il Sindaco del Comune con maggior numero di abitanti convoca la prima riunione d’insediamento della Conferenza d’Ambito.

 PACCHI REGALO

Sarebbe lungo l’elenco delle boiate previste dalla legge. Per sintesi in questa sede segnalo due regali molto graziosi.

E’ previsto che dal trentunesimo giorno successivo all’insediamento delle Conferenze d’Ambito sono trasferiti a loro carico discariche e siti di stoccaggio provvisorio ricadenti nel territorio dell’ATO. I costi sono ripartiti su base regionale fra i singoli ATO in proporzione degli abitanti e vanno a confluire nelle tariffe a carico dell’utenza.

L’altro pacco è il personale dei Consorzi, da utilizzare per discariche e siti di stoccaggio, nonché destinato ad essere assorbito con passaggio di cantiere  nei futuri affidamenti.

 TEMI DI ATTACCO ALLA REGIONE

 La legge è stata votata anche dal PD, perché il testo definitivo è meglio di quello originario e riconosce finalmente la centralità del ruolo dei Comuni. Questo è vero. Ma il testo contiene molti punti oscuri e sbagliati.

 La Conferenza d’Ambito non è e non può  essere un Ente dotato di personalità giuridica, bilancio, personale. Quindi prevedere che la Conferenza affidi o appalti il servizio è una sciocchezza. Probabilmente cercheranno di correggere il tiro con la Convenzione/tipo, individuando un Comune capofila che riceve il mandato dagli altri Comuni partecipanti alla Convenzione. E sarà il Comune capofila e mandatario ad esercitare le funzioni che non può esercitare un NON ENTE quale la Conferenza d’Ambito. Questo del capofila sarebbe un modello astrattamente corretto e possibile. Ma occorrerà capire che impatto avrebbero tali attività sul patto di stabilità del Comune capofila ed altre problematiche collaterali che non è il caso di affrontare in questa sede. In ogni caso questo ruolo equivoco della Conferenza d’Ambito va chiarito bene perché è la base di tutta la traballante impalcatura.

Altro punto d’attacco è il Piano Regionale di Gestione dei rifiuti. Chi l’ha visto? E’ ancora quello che prevede differenziata su base regionale al 50% e tre termovalorizzatori  (due miraggi che si allontanano verso l’orizzonte)? Che non individua nessun sito di discarica? Che prevede di chiudere i 7 impianti di trito vagliatura (STIR)? Che non prevede 1 euro per tutta la baracca?

 Senza un serio ed attuale Piano Regionale quali linee guida può dettare la Regione per la definizione dei Piani d’Ambito spettanti alle Conferenze d’Ambito? Che fine hanno fatto i vari Commissari nominati per le discariche ed i termovalorizzatori di Napoli Est e Giugliano? La sintesi di tutto è che con questa legge volutamente paludosa Caldoro cercherà di chiamarsi definitivamente fuori da ogni responsabilità scaricando tutto sulle creative Conferenze d’Ambito (cioè sui Comuni).

E’ chiaro che non possiamo limitarci a dire che la legge è sbagliata e fare finta che non esiste. Ma neanche possiamo fare gli scolaretti. La cosa giusta è chiedere che prima la Regione metta sul tavolo le sue carte (Piano Regionale, Linee Guida, Convenzione quadro, finanziamenti fermi nei cassetti) e poi passare all’attuazione della legge ( per la quale si renderanno comunque necessarie modifiche su cui potremo tornare in altre occasione, in particolare sulla vicenda personale dei consorzi e meccanismi di superamento delle società provinciali). A quel punto sarà importante giocare la partita della suddivisione dell’ATO nei singoli STO, della tutela delle gestioni esistenti, del regime tariffario, delle dotazioni impiantistiche.                                                                         

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