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Scritto da il 26 Gen, 2014 in Segretario | 0 commenti

Per unire la Campania. Per unire tutto il Pd.

Il cambio di marcia del Partito Democratico della Campania non é un’esigenza interna.

La sfida non é tra “chi” vince il Congresso; ma su “quale” proposta unisce, costruisce, non parte solo dalla punta del proprio naso.

Assunta Tartaglione, scelta con il metodo della più ampia condivisione tra le federazioni e la maggioranza uscita dalle primarie, può svolgere una funzione utile e decisiva in questa direzione.

Partiamo dalla realtà.

La Campania di Caldoro, é all’ultimo posto in tutti gli indicatori di sviluppo, non é cresciuta negli ultimi quattro anni, malgrado i tagli effettuati ai servizi pubblici essenziali e le ingenti risorse di cui ha goduto, senza, peraltro, saperle spendere.

La sanità è al disastro, subalpattata alla politica e divisa tra Forza Italia e Fratelli d’Italia. Ci si cura fuori regione. Le aree interne sono penalizzate da chiusure di ospedali e pronto soccorso, da inchieste e scandali che oramai riguardano ogni asl.

La macchina regionale non funziona, non incide sulla vita dei comuni, legifera poco e male, gestisce e spartisce, invece di “farsi” Stato. Cresce l’insicurezza in tante aree urbane.

Le primarie e il nostro Congresso, le forze che dovremo impegnare per la nuova Assemblea regionale e nel nuovo gruppo dirigente, dovranno lavorare per il cambiamento radicale, evitare di nascondersi dietro le frasi fatte di una retorica post sessantottina che oramai non serve più; scongiurare il rischio di un mercato dei voti con la destra e i settori più plebei e retrivi della società campana.

La proposta delle cinque Federazioni e della gran parte della Campania moderna e democratica che dovremo mettere in campo, dovrà rivolgersi a tutti, senza formule in politichese, dicendo quello che vogliamo fare e in quanto tempo.

Gli obiettivi sono due.

La riconquista della Campania, nel 2015, in primis, e l’ organizzazione di un Partito che oggi non c’è, dall’altra. Un Partito abbandonato da un anno, dalle politiche del 2013, da quando l’unica preoccupazione di chi lo dirigeva pareva quella di doversi candidare.

Noi schieremo le forze migliori al servizio di questo progetto.

Per unire.

Le Federazioni, tra di loro. I territori, sempre di più. Le generazioni e le competenze.

Per una ragione che, nello stesso tempo é morale ed é politica. Perché il nostro compito non é la lotta sorda e grigia, senza esclusioni di colpo al nostro interno. Il nostro compito é quello di offrire alla Campania una forza politica e civile, popolare e riformista, che “unisce” in un tempo di crisi, di disorientamento, di povertà.

Candidarsi partendo da sé, non porta da nessuna parte. Non é tempo di turisti, di trasformisti o di rivoluzionari di professione. E’ tempo di coraggio e di equilibrio. Di una grande avanzata collettiva, condivisa, plurale, generosa; che é fatta “per”, non “contro”.

Noi saremo in campo per unire, per collegare, per mettere insieme: la gran parte dei campani, dei democratici, delle persone perbene e di buona volontà. Per tornare a vincere. E per migliorare il mondo iontorno a noi, soprattutto per chi merita e per chi ne ha più bisogno.

Nicola Landolfi

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