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Scritto da il 16 Lug, 2013 in News, Partito, Politica, Sanità | 0 commenti

Questione Radioterapia nell’Agro

Questione Radioterapia nell’Agro

Chilometri e tempo in più per praticare la radioterapia: secondo l’ASL i pazienti oncologici dell’Agro saranno costretti ad andare a Salerno o in altri centri più lontani per fare radioterapia, quando sarebbe possibile farla in loco.

Che senso ha fare un un polo oncologico se non ci sono tutti i servizi diagnostici e terapeutici, e se tutto deve ridursi solo alla chirurgia e alla chemioterapia, quando ci vogliono altri servizi necessari come la PET e la risonanza magnetica e la radioterapia, che devono essere somministrati in sede e non all’ esterno ?

Che senso ha, poi, intasare altri centri oncologici. Senza un centro di radioterapia nell’Agro. Siamo figli di un Dio minore.

Si dice che è possibile fare radioterapia in altri centri fuori dell’Agro, ma non si fa un’analisi dei tempi che occorrono, e non parliamo solo di quelli per ottenere la prima visita che costituisce la presa in carico, ma il dato più interessante da studiare e rendere noto, che poi attiene al pubblico servizio, è quello di certificare in quanto tempo l’Asl garantisce l’esecuzione completa del ciclo di radioterapia, per vedere se questo è erogato secondo i tempi del protocollo terapeutico adottato e necessario per quel paziente, certificare anche l’inizio che non deve essere procrastinato per mesi, in modo che possa esserci un reale confronto sui tempi interi di terapia, altrimenti sono frottole e non si premierà il merito, ma solo una quantità diluita nel tempo……e di tempo questi malati non ne hanno troppo.

Mentre i tumori in provincia di Salerno, ed in particolare dell’Agro Nocerino Sarnese, sono in aumento, l’Asl decide diminuire le prestazioni sanitarie di volte malati oncologici. Il direttore generale dell’Asl Salerno ha bloccato l’accesso degli ammalati ai cicli di radio terapia oncologica a Nocera. I pazienti che potevano usufruire Nocera Inferiore di unastruttura autorizzata dall’Asl, vengono dirottati al centro di radioterapia dell’ospedale di Salerno o ad un’altra Città. Questo in pratica determinerà un aumento di liste di attesa. L’obiettivo da perseguire dovrebbe essere quello di poter fornire ai pazienti oncologici residenti nel nostro territorio gli stessi diritti assistenziali assicurati ai cittadini residenti in altre parti d’Italia. E non si capisce perché si è deciso di interrompere un percorso che è da considerarsi altamente professionale e rispondente ai bisogni di tutela e garanzia degli ammalati di tumore. Ma anche numeri mettono in discussione la decisione che sembra andare contro le raccomandazioni del piano oncologico nazionale. Ogni anno Nocera vengono eseguiti, con un solo acceleratore lineare, 480 trattamenti; ospedale di San Leonardo, con due acceleratori, che conta 560. È dunque facile immaginare che le liste di attesa degli ammalati si allungheranno a dismisura. E forse qualcuno dimentica che il tempo perché affetto da tumore è fondamentale.

Inoltre, la mancanza di un centro radioterapico negli ospedali dell’Agro, ed in particolare in quello di Nocera e Pagani, dove si sta realizzando il polo oncologico, rappresenta un notevole handicap in quanto i pazienti non possono essere inseriti in un percorso diagnostico terapeutico completo, da realizzare in loco, servizio, questo, assolutamente indispensabile per poter completare i trattamenti oncologici, essendo oggi la radioterapia un pilastro delle cure oncologiche insieme alla chirurgia e all’oncologia clinica.

Vincenzo Stile

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