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Scritto da il 1 Ago, 2014 in Comunicati | 0 commenti

Termovalizzatore, Iannuzzi e Bonavitacola: tuteleremo il territorio e la salute pubblica

Termovalizzatore, Iannuzzi e Bonavitacola: tuteleremo il territorio e la salute pubblica

Il testo dell’intervento che, Tino Iannuzzi anche per conto di Fulvio Bonavitacola, ha svolto nella seduta del 30 luglio delle Commissioni Riunite VIII e X della Camera dei Deputati sul DL n. 91/2014 per il Rilancio della Competitività’, per indicare la nostra posizione sulla questione del Termovalorizzatore di Salerno, evidenziando il lavoro effettuato per scrivere una norma nettamente migliorativa e radicalmente differente rispetto a quella originariamente prevista.

 Tino Iannuzzi (PD) sottolinea che il decreto-legge n. 91 del 2014 è un provvedimento importante e positivo che va nella giusta direzione di stimolare e sostenere con misure concrete ed immediate la competitività del nostro Paese e il rilancio delle attività produttive. Il decreto ha un contenuto troppo vasto ed eterogeneo: da questo punto di vista si riconferma la necessità di una rapida riforma dei regolamenti parlamentari per ridurre il ricorso alla decretazione di urgenza e assicurare tempi certi all’approvazione dei disegni di legge di iniziava governativa. È necessario, comunque, che l’oggetto dei decreti sia più rigorosamente circoscritto e delimitato, tenuto conto della molteplicità degli argomenti normati in questo decreto-legge, a volte in modo sbagliato.
Ritiene rilevanti: le disposizioni dirette ad incentivare le attività economiche, prevedendo la riduzione del 10 per cento del costo dell’energia per le piccole e medie imprese; le semplificazioni amministrative e le sburocratizzazioni in materia agricola; gli incentivi e gli sgravi fiscali per le assunzioni da parte dei datori di lavoro imprenditori agricoli; i finanziamenti per investimenti in ricerca e innovazione tecnologica nel comparto agricolo, forestale ed agroalimentare.
Reputa poi significative le norme che intervengono su una tematica, da anni al centro delle attività’ della VIII Commissione Ambiente: la realizzazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico. Occorre attuare un piano permanente di lavori e di opere per il risanamento e la tutela idrogeologica del territorio, destinando ogni anno adeguate risorse e dimostrando capacità realizzativa in tempi certi e rapidi degli interventi progettati. Importanti sono poi le disposizioni che estendono i controlli sui terreni ad utilizzazione agricola nella c.d. Terra dei Fuochi. Vanno nella giusta direzione le norme di cui all’articolo 13 che reca misure rilevanti in materia di bonifiche. Risolve, poi, una questione molto sentita in tanti territori la normativa introdotta dal comma 8 dell’articolo 14, che considera normali pratiche agricole le attività di raggruppamento e abbruciamento di paglia, sfalci e potature ed altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso. Condivide convintamente l’articolo 9, che prevede la possibilità’ di concedere finanziamenti, fino a 350 milioni di euro, per interventi di incremento della efficienza energetica degli edifici scolastici.
Aggiunge che nel corso dei lavori al Senato sono state riscritte completamente le norme (comma 4 dell’articolo 14) sul termovalorizzatore della provincia di Salerno, grazie alla approvazione di un emendamento presentato e sostenuto dai senatori del PD Caleo, Cuomo, Saggese, Sollo e Capacchione. Dichiara di aver seguito la vicenda con il collega Bonavitacola e ritiene che il nuovo testo rappresenti una soluzione nettamente migliorativa rispetto a quanto originariamente previsto nel decreto legge. Dal testo è stato eliminato ogni sbagliato collegamento con la vecchia gara bandita dalla amministrazione provinciale di Salerno, con il vecchio progetto ed il vecchio impianto, che riflettevano una situazione di gestione dei rifiuti in Campania ferma al periodo della massima emergenza del 2007 e 2008 ed oramai datata e superata. Occorre, invece, considerare la situazione attuale con tutti i progressi, i miglioramenti e le novità emersi in questi ultimi anni. È stata correttamente eliminata anche la previsione iniziale che attribuiva al Commissario poteri sostitutivi degli organi ordinari, poteri straordinari e derogatori della normativa vigente. Pertanto il nuovo comma 4 introduce un percorso assolutamente diverso dal passato. Infatti il Commissario, nominato dal Ministro dell’Ambiente, ha il compito di verificare, entro sei mesi dalla nomina, con uno studio aggiornato lo stato e le percentuali raggiunte nella raccolta differenziata anche in proiezione previsionale alla data di eventuale attivazione dell’impianto, nonché i livelli di produzione complessiva di rifiuti prodotti, il bacino di potenziale utenza. Solo dopo e all’esito di questa approfondita analisi, ritiene che si potrà stabilire se perdurino le ragioni che avevano motivato la originaria previsione dell’impianto e, in caso eventualmente affermativo, si potranno decidere quali nuovi e aggiornate scelte si renderanno opportune in ordine al suo dimensionamento e alle sue caratteristiche tecnologiche. E in tutto questo iter è stata opportunamente sancita la partecipazione del Comune di Salerno e dei Comuni confinanti e contigui dei Picentini ad appositi organismi per seguire e per vigilare direttamente e da vicino tutte le fasi dello studio in discorso e tutte le eventuali attività’ progettuali, realizzative e gestionali. Occorre che a questo lavoro si affianchi anche l’indispensabile ed urgente modifica del piano regionale dei rifiuti, per addivenire a soluzioni complessive per la impiantistica in tutto il territorio regionale e non solamente nel Salernitano, con, finalmente, la necessaria assunzione di responsabilità della regione Campania, dopo una grave e prolungata inerzia. In questo quadro è molto significativo che, secondo i recentissimi dati ISPRA, nel 2013 la raccolta differenziata in Campania che, nel 2007-2008, superava di poco il 20 per cento, ha raggiunto il 44 per cento, la percentuale più elevata nel Mezzogiorno, circa 3 punti in più rispetto al 2012; la provincia di Salerno ha raggiunto il 57 per cento con una ottima performance. Rimane, invece, bassa la percentuale del Comune di Napoli con il 20,3 per cento. Si è anche ridotta nel 2013 la quantità di rifiuti prodotta in Campania, di circa 10.000 tonnellate. Tutti questi dati dovranno necessariamente guidare e caratterizzare lo studio aggiornato affidato al Commissario, e solamente in base ad essi dovrà essere adottata ogni decisione sull’impianto. Assicura che vigilerà con il massimo impegno, in sede parlamentare ed in ogni rapporto istituzionale, affinché la nuova norma sia rigorosamente e compiutamente attuata in ogni suo punto e si adottino soluzioni conseguenti e corrette, a tutela delle popolazioni, delle comunità e dei territori interessati

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