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Scritto da il 27 Dic, 2013 in News, Partito, Politica | 0 commenti

Un nuovo corso per l’Agro è possibile

Un nuovo corso per l’Agro è possibile

Gentile direttore,
intervengo con queste poche righe per favorire una riflessione più ampia in merito alle questioni di programma e di rappresentatività politica del mio territorio: l’Agro nocerino sarnese.

Una riflessione che prende spunto dai contenuti apparsi ancora una volta sul giornale che Lei dirige e che vuole contribuire a fare chiarezza ed a restituire giustizia all’impegno che il nuovo gruppo dirigente del Partito Democratico della Provincia di Salerno ha deciso di assumersi nei confronti dei territori, in particolare di questo territorio.

L’Agro ha pagato negli anni le conseguenze di pratiche politiche sbagliate, stretto nella morsa di amministratori che hanno utilizzato gli strumenti della programmazione negoziata quasi unicamente a fini di gestione spicciola, quando non addirittura di pura clientela.
L’Agro paga oggi a caro prezzo le conseguenze delle scelte politiche del centrodestra che governa alla Provincia ed alla Regione in termini di chiusura di ospedali, di azzeramento del trasporto pubblico, di spreco delle risorse europee e di disastro ambientale.

In questo quadro, il Partito Democratico sente l’urgenza di un’inversione di tendenza e si rende conto che un nuovo corso è possibile a partire da un investimento sulle energie locali e soprattutto da un serio lavoro di programmazione che è già cominciato. Il necessario conseguente protagonismo di una nuova classe dirigente democratica dell’Agro si potrà realizzare soltanto quando smetteremo di aspettarci che esso venga riconosciuto dall’alto o deciso altrove. Del resto, già in questa prima fase di composizione degli organismi dirigenti abbiamo dato il buon esempio, presentando con Matteo Renzi quattro candidati all’Assemblea Nazionale espressione omogenea del territorio e riuscendo ad eleggerne pienamente tre su quattro.

 voti dell’Agro andati a Cuperlo, al contrario, sono serviti ad eleggere in assemblea nazionale la senatrice Saggese che non è espressione di questo territorio e che non ha finora stabilito alcun legame con esso. Il plebiscitario risultato che l’Agro ha riservato a Matteo Renzi ci indica che questo è il percorso giusto, un percorso rispetto al quale ci sentiamo responsabilmente impegnati.

Gina Fusco

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